ABITARE I PADULI

settembre 06, 2013
admin

Il PROCESSO.

I Comuni di San Cassiano, Botrugno, Nociglia, Surano, Sanarica, Supersano, e Giuggianello (Terre di Mezzo) insieme ai Comuni di Scorrano, Maglie, e Muro Leccese in provincia di Lecce hanno avviato a partire dal 2003 un lungo processo, di ascolto degli abitanti, di analisi, osservazione, del territorio e di ideazione e condivisione con professionisti ed eccellenze esterne, di modelli per lo sviluppo del territorio.

Tale processo, ha portato oggi a sperimentare su questo territorio, in forte crisi, nuove forme di “cura”, coinvolgendo i saperi locali e quelli esperti e le istituzioni tutte intorno un’unica idea di Parco Agricolo Multifunzionale dei Paduli.

Il parco dei Paduli, pur non essendo un “parco agricolo istituito”, è riconosciuto nelle “volontà” dagli atti deliberativi dei dieci Comuni, dal Programma Intergrato di Rigenerazione Urbana “Terre dei Paduli tra ulivi pietre e icone” adottato dagli stessi nel luglio del 2011 e dal nuovo Piano Paesaggistico della Regione Puglia PPTR nel quale è individuato come Progetto Pilota per la sperimentazione di pratiche afferenti alla multifunzionalità in territorio agricolo.

Il parco dei Paduli si estende per 5.500 ettari tra maestosi ulivi secolari, muretti a secco, pajare (case rurali a forma di trullo), masserie, motte, casini di caccia, cripte, dolmen, menhir, vore, ed è delimitato dai comuni di San Cassiano, Nociglia, Botrugno, Surano, Maglie, Muro Leccese, Sanarica, Scorrano, Giuggianello, Supersano.

Frapposto tra il Mare Adriatico e quello Ionio, (da cui il nome di Terre di Mezzo), il territorio, appare attraversato da un fitto reticolo di canali, stagni e laghi temporanei; e da una labirintica rete di sentieri.

Da Nord a Sud è attraversato dalla ss275 (la strada mercato) e dalla rete ferroviaria della Sud-Est che collega le città di Maglie, Muro Leccese e Sanarica a Lecce con Otranto, Leuca e Gallipoli e da Est a Ovest è percorso dall’antica Via, che potremmo chiamare “istmica”, dovuta forse a correnti di ellenizzazione, che collega le aree di Callipolis-Ydruntum (Gallipoli-Otranto).

L’ulivo è l’elemento unificante il paesaggio, una coltura la cui consistenza non dipende solo da motivazioni agronomiche ed economiche, ma anche da motivazioni che attengono alla sfera dei valori e delle tradizioni locali.

Oggi, questo territorio, pur vivendo una condizione di persistente degrado legato alla profonda crisi del settore agricolo, sia una condizione di marginalità dal fenomeno turistico tutto concentrato sulle coste adriatiche e ioniche salentine, rappresenta, per la sua posizione geografica, (nel sistema di rete ecologica regionale, connette il sistema dei parchi costieri esistenti sul litorale adriatico a quello sul litorale ionico) e per il valore paesaggistico, (l’area è riconosciuta dal nuovo piano paesaggistico per il suo alto valore agricolo e ambientale,) un terreno utile per sperimentare nuove forme di turismo eco-sostenibile, a supporto del settore agricolo.

A sostegno di questo patrimonio, i Comuni dei Paduli in questi anni si sono dotati di un programma urbanistico comune. Tale programma per qualità, e per le modalità con le quali è stato redatto, è risultato primo nella graduatoria dei progetti ammessi alla Rigenerazione Urbana (2011) e ha dato luogo alla sottoscrizione di un Protocollo d’Intesa con l’assessorato all’Assetto del Territorio della Regione Puglia per la “sperimentazione congiunta e condivisa del nuovo Pptr (Piano Paesagistico Territoriale Regionale)”.

Il programma prevede un intervento di valorizzazione dei beni agricoli, architettonici, specie quelli di rilevante valore storico culturale attraverso il recupero dell’articolata infrastrutturazione viaria dei Paduli. (in fase di realizzazione).

Il progetto di una rete di interconnessione tra centri minori all’interno del Parco intreccia motivi di salvaguardia e tutela delle testimonianze storico culturali del territorio con la difesa di una funzione economica come quella agricola che ha segnato la storia dello sviluppo economico di questa area; un progetto che tiene conto di una domanda sociale sempre più ampia, alla ricerca di spazi aperti, fruibili e ricchi di significativi valori culturali, il tutto in un contesto di area rurale svantaggiata rispetto ai due sistemi costieri.

Il progetto muove dall’intenzione quindi di “integrare” agli usi spontanei delle comunità, i servizi (Laboratori Urbani Bollenti Spiriti), le attività produttive legate all’agricoltura, l’architetture, la storia, la cultura popolare e il paesaggio in un unico piano di connessione.

Il percorso diventa il luogo dove si conservano, tutelano, raccolgono, divulgano e si rendono accessibili tutti i beni sia materiali (boschi, uliveti, “cripte”, masserie, piazze, spazi di servizio) che immateriali del territorio (racconti orali, ricerche di natura storica, archeologica, architettonica, antropologica, sociologica, botanica, agraria, prodotti all’interno dei Laboratori di partecipazione realizzati dal 2003-2009) proponendo così al fruitore un inedito percorso conoscitivo ragionato ed esplicativo.

Consci dell’elevato potenziale che questa occasione rappresenta per i Comuni dei Paduli, gli attori presenti sul territorio hanno deciso di innescare un processo virtuoso, coinvolgendo professionalità ed eccellenze esterne, per configurare una progettazione sostenibile in ogni sua accezione.

A coordinare questo processo è il LUA laboratorio urbano aperto (ente gestore dei laboratori urbani delle Terre di Mezzo) che ha promosso e coordinato a partire dal 2003 tutto il processo.

A sostegno, dell’iniziativa, ci saranno gruppi di giovani professionisti locali (circa trenta), costituiti in associazioni strutturate o informali che attraverso i Laboratori Urbani dei “Bollenti Spiriti” dei cinque Comuni (San Cassiano-laboratorio mobilità dolce – Ass. Promoarte, Botugno-laboratorio albergo diffuso – Ass. LEB, Nociglia-laboratorio agricolo – Ass. Terrikate, Surano-laboratorio enogastronimico – Ass. Temporanea, Giuggianello-laboratorio percorsi culturali – Ass. Millepiedi) creeranno le condizioni per l’attivazione di servizi, ricerche e eventi a sostegno di un turismo sano e ecologico.

Ciascun laboratorio, infatti, agisce su un tema specifico interagendo con gli altri e col territorio dei Paduli: dall’istituzione di un albergo diffuso temporaneo e permanente, all’organizzazione di forme alternative di mobilità, dalla individuazione di percorsi tematici a tipologie inedite di valorizzazione del paesaggio e dei beni comuni, dalla diffusione di metodi biologici di produzione agricola alla messa in pratica di nuove formule legate alla cura dell’ambiente, all’accoglienza e alla socialità, dalla ricerca, alla documentazione, comunicazione e promozione del territorio.

Due gli eventi che caratterizzeranno i servizi e le azioni dei Laboratori Urbani:

Event-1) nidificare i paduli è un esperimento di abitare sostenibile. Mediante un concorso internazionale di architettura e il coinvolgendo dei saperi locali si avvierà un workshop di autocostruzione, che utilizzando materiali di scarto dell’agricoltura come canne, legno, foglie, terra, paglia, ecc.. proverà a costruire un modello sperimentale di nidi (bedrooms), temporanei e biodegradabili.  Oltre a essere un inter-evento di land-art nei Paduli, il progetto ha l’obiettivo di promuovere un modello sostenibile di residenza temporanea (albergo temporaneo biodegradabile e diffuso) nei Paduli, capace di intercettare nelle stagioni più miti un turismo sano e ecologico;

Event-2) lampa!: l’obiettivo è quello di coinvolgere le comunità locali (associazioni del territorio, agricoltori, associazioni datoriali e gruppi informali) in una progressiva riappropriazione di alcuni uliveti secolari abbandonati a causa dell’entrata in crisi dell’economia agricola. Facendo perno sulla produzione olivicola, simbolo identitario dell’area, si intende costruire un processo ecosostenibile di produzione pubblica, dando all’olio d’oliva una nuova prospettiva in termini economici e culturali. Attraverso i laboratori “Bollenti Spiriti” si attiverà una cooperativa-multietnica per la raccolta di olive e la produzione di olio (mediante un frantoio mobile), sperimentando pratiche orizzontali di lavoro e autogestione, favorendo l’incontro di persone che hanno culture e vissuti differenti (stranieri ma anche residenti locali di generazioni differenti), ritessendo pratiche e relazioni sociali tra città e campagna, contribuendo al recupero del paesaggio agricolo, sostenendo la riduzione degli sprechi e la produzione di cibo di qualità.

 

Obiettivi dei laboratori sono:

– realizzare un progetto neorurale, di attività eco-sostenibili a sostegno del territorio

– creare un modello di turismo sostenibile, basato su un tessuto coerente a livello locale e

territoriale, che sia da alternativa ai modelli ricettivi tradizionali.

– creare un best practice che rilanci a livello internazionale il territorio
www.abitareipaduli.com
www.parcopaduli.it