La segnaletica del Parco agricolo dei Paduli

maggio 26, 2016
admin
Il Parco Agricolo dei Paduli. Comunicare il Paesaggio.
In questi giorni, nel Parco, è apparsa una nuova segnaletica, non convenzionale.
Partendo dai centri storici dei borghi e lungo le strade rurali, frapposti tra i sipali, in prossimità dei beni agricoli, vicino ai crocicchi, o nei dintorni delle “Porte del Parco”, è possibile osservare una nuova segnaletica fatta di: “alberi”, dispositivi verticali leggeri utili all’orientamento e da “infocircle”, dispositivi in pietra, di forma circolare, installati a terra, pensati per informare e orientare il visitatore, quest’ultimi, sono connessi mediante un qr-code ad una App “VISITPADULI” (prossimamente attiva), in grado di “aumentare”, “interconnettere” e “approfondire” le informazioni sui luoghi.
Oltre 300 beni (tra botanici, architettonici, geologici e antropologici) raccontano attraverso gli “infocircle” un paesaggio fatto di ulivi secolari, attraversato da canali e da una fitta rete di sentieri, distinto da una ricca biodiversità, punteggiato di masserie, pajare, motte, casini di caccia, cripte, chiese rupestri, trappeti, vore (inghiottitoi naturali d’acqua) dolmen, menhir, boschi, laghi temporanei e stagni e animato da fiere, mercati, riti ancestrali e feste campestri…
Si tratta delle ultime fasi di completamento di un progetto complesso, nato in seno a un programma di interventi di rigenerazione urbana e territoriale legato alla fruizione lenta del paesaggio, alla “cura” e “valorizzazione” del patrimonio agricolo.
Il tema della mobilità lenta e il recupero della fitta rete di strade rurali che interconnettono i 10 borghi attraverso il Parco è stata l’occasione per ritessere e fortificare il legame tra le comunità e il Territorio, migliorare la conoscenza dei beni culturali e ambientali, incrementare il loro radicamento anche rinnovandone l’uso, mettendo in rete i beni, la loro identità, il loro rapporto con i cittadini, in una prospettiva di sviluppo sostenibile.
La conoscenza e la cura, sono le basi su cui si fonda il progetto. Svelare la complessità di un paesaggio e raccontarlo significa conoscerlo. Conoscerlo, significa creare una consapevolezza del suo valore, significa proteggerlo e creare la condizioni affinché la conoscenza sia il presupposto per il suo sviluppo e la sua innovazione.
Il progetto di ricerca e comunicazione sui beni del paesaggio dei Paduli è il risultato di un lungo processo di ascolto e sistematizzazione di dati, che ha visto coinvolte le dieci comunità del Parco, le associazioni, gli esperti, gli studi professionali, le imprese intorno a una nuova idea di segnaletica, non convenzionale, rispettosa dell’ambiente, una segnaletica che è una mimèsi, che dialoga col paesaggio, orienta e conduce il fruitore, senza necessariamente imporre un percorso prestabilito. Una segnaletica pensata esclusivamente per una mobilità lenta, a piedi o in bicicletta.
Le strade di campagna e i centri urbani diventano il luogo dove si svelano, raccontano, valorizzano, tutelano, e si rendono accessibili tutti i beni sia materiali e immateriali che compongono il complesso paesaggio dei Paduli, un vero e proprio museo all’aperto ” e “aperto” alle comunità di visitatori.Il Parco Agricolo dei Paduli.
Nel cuore della penisola salentina si estende – nelle Terre denominate di Mezzo – un vasto e maestoso uliveto secolare che prende il nome di Paduli.
Conosciuto nel XVII secolo per la produzione di olio lampante, combustibile utilizzato per l’illuminazione pubblica delle capitali europee, oggi vive una condizione di abbandono, legato alla obsoleta tecnica colturale e alla crisi del settore agricolo.
Dal 2003, un lungo processo di partecipazione, ha coinvolto le istituzioni locali, le associazioni, gli abitanti ed un altissimo numero di esperti esterni, intorno all’idea di parco, in cui sperimentare nuove forme di cura, ridisegnando l’economia, la storia, l’agricoltura e l’ospitalità, ponendo al centro di ogni riflessione il paesaggio rurale nella sua duale accezione: produttiva e contemplativa.
Il Parco Agricolo dei Paduli non è un “parco istituito”, è un’idea nata dal basso, che ha accresciuto la consapevolezza del valore paesaggistico nei suoi abitanti, ha orientato le strategie di sviluppo urbano nei Comuni che lo delimitano, ha indotto le fasce più giovani a praticare inedite attività neorurali di gestione di un bene agricolo e infine ha contribuito come “progetto sperimentale” alla redazione del nuovo Piano Paesaggistico della Regione Puglia. E’ stato candidato dal Ministero dei Beni Culturali a rappresentare l’Italia al Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa 2014-2015.Progetto: Metamor Architetti Associati
Finanziamento: P.O. F.E.S.R. 2007-2013. Asse 7.2. Az. 7.2.1. Piani Integrati di Sviluppo Territoriale (L.r. n.21/2008) – Unione Europea – Regione Puglia, Assessorato Assetto del Territorio.
Comuni: San Cassiano, Botrugno, Surano, Nociglia, Giuggianello, Supersano, Sanarica, Muro Leccese, Scorrano e Maglie
Collaborazioni: Amministrazioni Comunali del Parco, Ass. LUA Laboratorio Urbano Aperto, Laboratorio Urbano “Bollenti Spiriti” Abitare i Paduli, Arch. Romina Caroppo (alla direzione lavori), Dott. Giovanni Giangreco e la Dott.ssa Rita Accogli (Senior per il coordinamento, la ricerca e la documentazione sui beni del Parco), Dott.ssa Simona Demitri, Dott.ssa Anna Presicce, Dott. Giorgio Ruggeri, Dott. Andrea Seviroli (Junior per la ricerca e documentazione sui beni del Parco), Ass. Astrofili Salentini (per la Piazza delle Stelle), VHS Alberto Buccarelli e Alberto Caroppo (video), Agenzia di Comunicazione Marconi (grafiche), LUA Comunica e Matteo Greco (grafiche e App), Nuova Marmo Arredo. Le Ditte: Anacleto Longo S.r.l, (lavori edili), Hullabaloo s.r.l (Agenzia di Comunicazione).
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